Antibody and Protein Engineering Group

Basi strutturali della maturazione dell’affinità anticorpale
Il progetto è incentrato sullo studio della maturazione dell’affinità anticorpale nel sistema del fenil-ossazolone. Quando coniugato a un carrier e iniettato in topi, infatti, il 2-fenil-ossazolone induce la comparsa di almeno tre diverse classi di anticorpi (I, II, III), ciascuno dei quali formato da una diversa combinazione di catene leggere e pesanti (L e H). All’interno di ciascuna classe, gli anticorpi sono caratterizzati da affinità crescente e da un numero incrementale di mutazioni puntiformi. In particolare, il principale cambiamento che si verifica durante la maturazione delle Classi I e II, e che determina un aumento della stabilità del legame tra antigene e anticorpo, è un riduzione della velocità di distacco dall’antigene (indicata con koff). Non è chiaro tuttavia il motivo dell’esistenza di due diversi tipi di anticorpi (Classi I e II) che vanno incontro allo stesso tipo di maturazione conseguendo apparentemente lo stesso tipo di risultato, ovvero lo stesso livello di affinità. Per chiarire questo punto, il progetto si propone di studiare le variazioni della struttura molecolare degli anticorpi durante la loro maturazione nel sistema sperimentale del 2-fenil-ossazolone. Sono stati quindi scelti dieci anticorpi che, dopo maturazione, presentano lo stesso livello di affinità durante la risposta immunitaria tardiva. In tal modo ci si propone di chiarire da quali fattori strutturali dipenda la variazione della velocità di associazione e di dissociazione del legame antigene-anticorpo.

L-asparaginasi di Helicobacter pylori
Questa linea di ricerca riguarda un fattore patogenetico di Helicobacter pylori, che si è sviluppata a partire dalle osservazioni di Sommi et al. (2002) riguardanti l’inibizione del ciclo cellulare indotta dal filtrato di diversi ceppi di Helicobacter pylori. Esso ha portato all’isolamento del fattore responsabile dell’inibizione del ciclo cellulare, la L-asparaginasi. La successiva caratterizzazione biochimica dell’enzima, effettuata in collaborazione con la Prof. Giovanna Valentini, ci ha permesso di dedurre che le sue proprietà sono potenzialmente interessanti dal punto di vista biotecnologico-applicativo in diversi ambiti, da cui il deposito della domanda di brevetto internazionale (PCT/EP N. 2008/006469, Allegato 1).

Al momento sono allo studio mutanti sito-diretti e random allo scopo di isolare varianti interessanti dell’enzima.